La rotta per un’Europa efficiente nell’uso delle risorse.

All’inizio del 2011 la Commissione Europea ha lanciato un’iniziativa-guida per realizzare “Un'Europa efficiente nell'impiego delle risorse” [COM(2011) 21: il link scarica il doc in pdf]: una sorta di mappa complessiva per raggiungere una riduzione delle emissioni di gas a effetto serra nell'UE dell'80-95% entro il 2050, rendendo più audaci gli obiettivi gia dal 2008 (proposta del Pacchetto clima e energia della Commissione nel Gennaio 2008, accettato da Parlamento europeo e Consiglio a Dicembre 2009, e diventato legge nel giugno 2009) presi a riferimento per contrastare il cambiamento climatico: entro il 2020 riduzione del 20% di emissioni di gas serra, aumento del 20% dell’efficienza energetica e aumento del 20% nella proporzione di rinnovabili impiegate per coprire il fabbisogno energetico. Il documento riporta come si sia già  – nel 2010- raggiunta una riduzione del 10% sulla produzione di CO2 rispetto ai livelli del 1990, includendovi però sia la effettiva diminuzione sia la riduzione relativa attraverso il mercato del carbonio.

L’iniziativa rientra in una strategia di crescita economica per il decennio in corso, definita e raccolta nel documento Europe 2020, che ha tre pilastri: crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. L’iniziativa per l’impiego efficiente delle risorse rientra nel secondo. La formula con la quale si condensano gli indicatori e gli obiettivi della strategia è: riduzione del 20% della produzione di gas serra, entro il 2020 Il documento guida presenta I vari ambiti che in momenti successivi saranno meglio articolati con testi per specifiche politiche, tra cui uno su trasporti e mobilità sostenibili.


La direzione tracciata spinge a passare ad un’economia più efficiente e a basso impiego di carbonio, attraverso tre modalità principali. Primo: creare un’azione coordinata in un’ampia gamma di settori, con molta visibilità e molto sostegno politico. Secondo: agire urgentemente, per bilanciare investimenti che in parte saranno di lunga durata, anche se con effetti economici positivi. Terzo: mettere I consumatori in gradi di consumare risorse efficientemente, proseguendo nell’innovazione.

Le sinergie tra I vari settori sono essenziali affinché una nuova economia si sviluppo creando occupazione senza danneggiare disastrosamente l’ambiente. I vantaggi della sostenibilità si potranno sentire sulla sicurezza: spesso I posti di lavoro creati da crescita sostenibile sono più sicuri ed economicamente validi, e in genere un’economia con sicurezza nell’approvvigionamento è meno vulnerabile; tecnologie con basso utilizzo di carbonio producono anche meno inquinamento dell’aria con vantaggi per la sanità pubblica; tasse sul consumo energetico possono ridefinire gli assetti delle imposte, e il costo del lavoro può ridursi non a danno dei lavoratori per la riduzione delle imposte; il miglioramento del riciclaggio ridurrà I rifiuti ma anche la pressante domanda di materie prime, riducendo così il consumo di energia e la produzione di gas serra, collegati con l’estrazione e lavorazione; se a ciò si unirà il miglioramento della progettazione dei prodotti, resi più efficienti, durevoli e meno impattanti, attraverso l’innovazione si creerà più occupazione. E con il miglioramento dell’efficienza energetica servirà meno energia e anche meno infrastrutture, e dunque si ridurrà la pressione sulle risorse naturali. Stima il documento che “con un calo dell'1% nel consumo di energia nell'UE non sarebbe più necessario l'equivalente di 50 centrali elettriche a carbone o di 25 mila turbine a vento”.

Sui trasporti e sulla mobilità il documento fa solo accenni, neppure particolarmente guidati dal principio scelto come guida delle sinergie. Si annuncia l’uscita (ormai prossima, entro il primo trimestre 2011) di un libro bianco sui trasporti,  che punterà alla riduzione di impiego di carbonio, al miglioramento tecnologico e aerodinamico dei mezzi per aumentare l’efficienza energetica, e alla riduzione degli ostacoli al mercato interno, insieme ad ammodernamento della infrastruttura. Non si fa riferimento a riduzione della domanda di trasporto, per esempio nei consumi alimentari, ma invece alla necessità di rafforzare l’unicità del mercato europeo, uno dei capisaldi dell’Unione. Ne’ si fa riferimento, in questo documento, a modalità di produzione, lavoro, erogazione dei lavori e dei servizi innovativi nell’ottica di rendere la domanda di mobilità minore e meglio gestita attraverso il rafforzamento e l’innovazione di servizi pubblici. Poiché la riflessione e la pratica sia a livello europeo che di monti singoli stati membri sul settore è piuttosto avanzata, forse questi possibili scenari saranno ripresi nel libro bianco di settore.

Nel testo viene presentata come la principale modalità operativa di progettazione, al fine di programmare nel rispetto dei principi esposti in questo documento-guida, proprio quella  dell’elaborazione di scenari congiunti. In uno di queste prime modellizzazioni si prevede comunque la possibilità di una riduzione delle emissioni serra dei trasporti pari al 60% entro il 2050; e nel primo esempio di scenari allegati, nel caso del miglior scenario possibile ipotizzabile, si immagina un “Successo nell'evoluzione verso la gestione della domanda e nella politica dei prezzi in rapporto ai costi. Accelerazione dell'innovazione tecnologica, con conseguente generalizzazione dell'elettrificazione.”

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