L'auto ad aria compressa sarà prodotta in Sardegna

L'idea è dell'ingegnere francese Cyril Guy Nègre: un veicolo in grado di percorrere 1000 km con nemmeno dieci euro e il tutto ad emissioni zero! Si chiama AirPod e sarà l'auto del futuro per molti dato il funzionamento ad aria compressa. Ad acquistare la licenza della DMI (compagnia fondata da Nègre) è stato un consorzio di imprenditori riuniti proveniente dalla Sardegna e più precisamente da Bolotana (Nuoro).

Tutti i pregi

Presentati i prototipi già nei saloni di Ginevra 2009 appare come un piccolo veicolo leggerissimo costruito attorno ad un telaio in fibra di vetro. Già soprannominata la soluzione ecologica alla crisi l'auto ha anche un altro pregio: la velocità di ricarica; bastano infatti pochi minuti per ricaricarla completamente. Delle emissioni pari allo zero abbiamo già parlato quindi spostiamoci sulla velocità: AirPod riesce a percorrere le strade ad una velocità massima di 80 km/h. Bene viste tutte queste peculiarità la domanda che sorge spontanea è: quanto costa? L'auto avrà un costo di circa 6000 euro... le problematiche quindi non sono collegate alla possibile vendita che, visti tutti i pregi, non farebbe di certo fatica ad arrivare, piuttosto alle problematiche tecniche.

Storia:Tra entusiasmi e flop

Nègre non è infatti la prima volta che tenta l'impresa, lo aveva fatto già nel 2001 presentando al Motorshow di Bologna "Eolo", un'auto ad aria compressa che nonostante aveva suscitato molta attenzione e fossero arrivati alcuni investitori non fu mai realizzata e messa in commercio per le problematiche tecniche legate a questa tecnologia. Il difetto principale dell'aria compressa è infatti legato alla inevitabile (finora) creazione di ghiaccio all'interno del motore, ci sono altri piccoli difetti che vanno poi ad incidere sulla sicurezza e il comfort del mezzo.

Un nuovo inizio

Eppure Nègre non ha mollato, evidentemente una soluzione esiste, anzi ha continuato nelle ricerche e ora punta di nuovo all'Europa partendo dalla Sardegna... dovremo mica ringraziare la crisi per aver anticipato il bisogno di salvaguardare l'ambiente e il nostro portafogli?

di Jacopo Agostini

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