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Comunicati Consigliera di Parità

Stupro di Montalto, sospesa la messa in prova.

Riprende il processo per gli otto giovani accusati di aver stuprato una 15enne a Montalto di Castro. Il provvedimento di messa in prova per gli accusati, disposto nel maggio 2009 dal gup De Biase, è stato annullato dalla Corte di Cassazione, che ha accolto il ricorso della Procura generale, presentato lo scorso novembre.
A sollecitare la Procura era stata una nota inviata dall'avvocato difensore della ragazza, Piermaria Sciullo.
Si interrompe, così, il percorso di reinserimento sociale intrapreso dai ragazzi nell'ottobre 2009, che prevedeva 28 mesi di servizio civile per ciascuno degli accusati.
Il processo riprenderà con l'udienza preliminare del prossimo 6 luglio, al tribunale dei minori di Roma, davanti al giudice Debora Tripiccione, in sostituzione del gup De Biase.
Ad accompagnare la ragazza e la madre in aula, ci sarà la consigliera di Parità della Provincia di Viterbo Daniela Bizzarri.
"Ho sempre assistito alle udienze, con loro - dice la consigliera Bizzarri -, perché ritenevo e ritengo che sia importante per la ragazza e la sua famiglia avere un punto di riferimento. Non appena la giovane denunciò lo stupro, in molti si dissero pronti ad aiutarla. Ma poi, col passare del tempo, si sono tirati tutti indietro".
L'intervento della Corte di Cassazione, per la Bizzarri, è il segnale che il vento è cambiato e che la magistratura vuole ricominciare da capo. "Su questa decisione - afferma la Bizzarri -, ha sicuramente influito il polverone mediatico suscitato dalla trasmissione Domenica 5 e dal comportamento dei genitori degli accusati... In ogni caso, se i giudici vogliono far ripartire il processo, è perché si sono resi conto che serviva una revisione di quanto disposto in precedenza. E questo ci ripaga di tutti i nostri sforzi e del lavoro egregio degli avvocati Piermaria e Agnese Sciullo".
La ragazza, ora maggiorenne, aveva appena 15 anni quando denunciò alle forze dell'ordine di essere stata violentata da un gruppo di coetanei, nella notte tra il 31 marzo e il primo aprile 2007.
Il fatto, accaduto in una pineta a Montalto di Castro durante una festa di compleanno, fece scalpore. Non solo per la sua gravità, ma anche per le polemiche generate dal presunto pagamento, da parte del Comune di Montalto, delle spese legali per gli otto ragazzi.
Tra gli accusati, infatti, figura il nipote del sindaco della cittadina marittima, Salvatore Carai.

Data
venerdì 03 luglio 2009
 
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