Via Saffi, 49 01100 VITERBO     |     provinciavt@legalmail.it     |     0761 3131

Comunicati Consigliera di Parità

Donne e welfare

La settimana scorsa ho parlato di ombusdman e womenomics per far capire quanto alcuni paesi straniere siano avanti nel processo delle pari opportunità. Oggi tenterà di elencare alcuni contributi  e idee per sviluppare un'azione positiva, volta a modificare il rapporto tra donne e welfare, nel nostro paese.

Sul piano del metodo si tratta di aggiornare e ampliare la batteria degli indicatori e migliorare le statistiche di genere anche per rilevare aspetti in ombra o vaghi sotto il profilo qualitativo. Come ad esempio l'assunzione del salario medio. Ma anche promuovere tra le donne la conoscenza e la diffusione dell'informazioni sui risultati delle azioni positive e delle buone pratiche, anche ai fini del cambiato della auto rappresentazioni di soggetto debole e categoria protetta.

Sul piano del merito va esaminata la considerazione dei problemi relativi alla cura del figli e della famiglia che deve far parte integrante della qualità del lavoro ed essere iscritta nella cosiddetta responsabilità sociale delle imprese. Su quest'ultima è venuto il momento di riproporre la questione in termini più autentici e realistiche, legandola a modalità corrette di misurazione e certificazione nonché a meccanismi di premialità. Nel concetto di responsabilità sociale di impresa dovrebbe essere incorporata a pieno titolo l'equità di genere, realizzata attraverso modelli flessibili organizzativi e degli orari, l'uso del part time reversibile, la reale parità retributiva, il lavoro per obiettivi non legato alla presenza, oltre che la creazione di nidi aziendali o territoriali.

Sul piano delle politiche famnily frendly va invece aumentata la quantità di nidi pubblici associando quelli familiari e calmierando i costi di quelli provati con l'erogazione di voucher o la fissazione di tariffe eque da parte dei Comune.

Va ovviamente promossa un'organizzazione più equa dei compiti di cura all'interno della famiglia, prevedendo per legge che una quota dei congedi parentali sia usufruita obbligatoriamente dai padri.

Per quanto riguarda l'accesso e la permanenza in modo paritario nel mercato del lavoro non so più eludibili le misure di tutela che assicurino la protezione del reddito in situazioni di disoccupazione o perdita del posto di lavoro, da sperimentare in forme di universalità e di qualità di trattamenti per un welfare inclusi o in grado di sostenere le esigenze di flessibilità delle imprese senza mettere a rischio intere generazioni di donne e giovani donne.

Daniela Bizzarri
Consigliera di Parità della Provincia di Viterbo

Data
venerdì 30 luglio 2010
 
Valuta questa Pagina
stampa