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Comunicati Consigliera di Parità

Azioni positive, al via i progetti

Come ogni anno è possibile presentare al ministero del Lavoro e delle politiche sociali i progetti relativi alla legge 125 sulle azioni positive.
I progetti presentati devono attenersi ai programmi obiettivo sotto elencati e, pertanto, tutte le informazioni, la modulistica e la consulenza saranno disponibili presso l'ufficio della consigliera di Parità Daniela Bizzarri 0761/313225 e presso l'assessorato alle Politiche Sociali Paolo Bianchini 0761/313212.

I progetti devono essere presentati, entro il 30 novembre 2010, al seguente indirizzo: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Direzione Generale Tutela delle Condizioni di Lavoro - Segreteria tecnica CNP
Via Fornovo, 8 - 00192 Roma


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MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

PROVVEDIMENTO 9 giugno 2010

Programma-obiettivo per l'incremento e la qualificazione dell'occupazione femminile, per il superamento delle disparità salariali e nei percorsi di carriera, per la creazione, lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili e per la creazione di progetti integrati di rete.

Il presidente del comitato nazionale di parità e pari opportunità nel lavoro Vista la legge 10 aprile 1991, n. 125, concernente «Azioni positive per la realizzazione della parita' uomo-donna nel lavoro».

Visto il decreto legislativo 11 aprile 2006, n. 198, concernente «Codice delle pari opportunita' tra uomo e donna, a norma dell'art. 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246».

Visto l'art. 10, lettera c) del predetto decreto ove si stabilisce che il comitato nazionale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici di cui all'art. 8, primo comma del medesimo decreto, formuli, entro il 31 maggio di ogni anno, un programma-obiettivo nel quale vengono indicate le tipologie di progetti di azioni positive che intende promuovere, i soggetti ammessi per le singole tipologie ed i criteri di valutazione.

Visto il decreto legislativo 25 gennaio 2010, n. 5, e in particolare l'art. 1, comma 4, lettera i-ter) ai sensi del quale il comitato nazionale per l'attuazione dei principi di parità di trattamento ed uguaglianza di opportunità tra lavoratori e lavoratrici provvede, anche attraverso la promozione di azionipositive, alla rimozione degli ostacoli che limitino l'uguaglianza tra uomo e donna nella progressione professionale e di carriera, allo sviluppo di misure per il reinserimento della donna lavoratrice dopo la maternità, alla più ampia diffusione del part-time e degli altri strumenti di flessibilità a livello aziendale che consentano una migliore conciliazione tra vita lavorativa e impegni familiari.

Visto il decreto interministeriale 15 marzo 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 132 del 9 giugno 2001, concernente «Disciplina delle modalita' di presentazione, valutazione e finanziamento dei progetti di azioni positive per la parita' uomo-donna nel lavoro di cui alla legge 10 aprile 1991, n. 125», successivamente modificato dal decreto interministeriale 22 settembre 2005, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 296 del 21 dicembre 2005.

Visto il decreto 23 maggio 2008 concernente «Delega di attribuzione del Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali, per taluni atti di competenza dell'Amministrazione, al sottosegretario di stato senatore Pasquale Viespoli».

Considerato che le caratteristiche del programma-obiettivo riguardano:

un investimento qualitativo su un numero più limitato di progetti di azioni positive; la ripresa di azioni positive all'interno delle aziende e delle organizzazioni rivolte alle donne entrate in questi ultimi anni nel mondo del lavoro;

la promozione di azioni positive nell'ambito di interventi di sviluppo locale e derivanti dalla programmazione negoziata.

Considerato che per quanto riguarda gli aspetti di qualità e la necessaria ottica di genere è essenziale incidere sui fattori che creano condizioni di disparità al fine di eliminarli per favorire la permanenza, il consolidamento e l'avanzamento professionale delle donne attraverso:

azioni di sistema che tengano conto del complesso contesto in cui le donne agiscono; azioni intensive che continuino nel tempo; azioni innovative rispetto agli obiettivi che si vogliono perseguire;

azioni di sistema che tengano conto delle indicazioni della strategia di Lisbona, del Piano Italia 2020 e della Carta delle pari opportunità.

Il Comitato nazionale di parita' e pari opportunità nel lavoro formula per l'anno 2010 il «Programma-obiettivo per l'incremento e la qualificazione della occupazione femminile, per il superamento delle disparità salariali e nei percorsi di carriera, per la creazione, lo sviluppo e il consolidamento di imprese femminili, per la creazione di progetti integrati di rete.».

Si tratta di azioni positive che hanno l'obiettivo di:

1) promuovere, al proprio interno, la presenza delle donne negli ambiti dirigenziali e gestionali mediante la realizzazione di specifici percorsi formativi volti all'acquisizione di competenze di vertice e/o di responsabilità e l'attuazione di buone e nuove prassi per un piano di concreto inserimento nelle strutture esecutive.
Il piano va validato da lettera di impegno del legale rappresentante. Per gli organismi di carattere elettivo non e' vincolante la stesura del piano di inserimento, bensi' viene richiesta l'individuazione di azioni positive per aumentare la rappresentanza di genere.
Destinatarie/i delle azioni sono: occupate/i, iscritte/i, associate/i;

2) modificare l'organizzazione del lavoro, del sistema di valutazione delle prestazioni e del sistema premiante aziendale, adottando la certificazione di genere, sperimentando nuove prassi per favorire la conciliazione e attuando azioni integrate che producano effetti concreti misurabili e documentabili in termini di:

superamento delle discriminazioni di genere;
superamento del differenziale retributivo tra donne e uomini;
progressione delle carriere femminili anche per un'equa distribuzione degli incarichi;
adozione della strategia comunitaria in materia di occupabilità femminile con i criteri di flessicurezza;
adozione di strumenti di valutazione e di autovalutazione nei sistemi organizzativi aziendali per misurare e valutare i livelli di attuazione di politiche di pari opportunita' (certificazione di genere.

I progetti dovranno prevedere almeno due delle azioni sopraelencate.

Destinatarie/i delle azioni sono: occupate/i;

3) sostenere iniziative per<

a - lavoratrici con contratti di lavoro non a tempo indeterminato in particolare giovani neolaureate e neodiplomate. Le azioni proposte dovranno mirare a stabilizzare la situazione occupazionale, in una percentuale non inferiore al 50% delle destinatarie dell'azione, favorendo anche la crescita professionale e implementando percorsi formativi qualificanti, che ne migliorino le competenze e l'occupabilità. La stabilizzazione va effettuata entro i termini di chiusura del progetto;

b - disoccupate, inattive, in cassa integrazione e/o in mobilità, con particolare attenzione a quelle di età maggiore di quarantacinque anni. Il progetto può essere proposto da aziende, o per conto di aziende, o da quanti intendano effettivamente attuare iniziative mirate all'inserimento e/o reinserimento lavorativo di almeno il 50% delle destinatarie di questo specifico target attraverso azioni di formazione, orientamento e accompagnamento.

L'assunzione va effettuata entro i termini di chiusura del progetto;

 c - agevolare l'inserimento e/o il reinserimento lavorativo di donne attraverso azioni di formazione, di qualificazione/riqualificazione, orientamento e accompagnamento finalizzate all'acquisizione di competenze per la creazione di imprese da costituirsi entro i termini di chiusura del progetto.

Destinatarie delle azioni sono giovani laureate e neodiplomate, lavoratrici in situazioni di precarietà, disoccupate madri, donne di età maggiore di quarantacinque anni, immigrate.

I progetti dovranno prevedere solamente una tra le iniziative sopraelencate;

4) consolidare imprese a titolarità e/o prevalenza femminile nella compagine societaria attraverso:

di fattibilità per lo sviluppo di nuovi prodotti,
servizi e mercati anche in settori emergenti come la Green Economy;
azioni di supervisione, supporto e accompagnamento secondo la tecnica del mentoring (imprenditori/imprenditrici che accompagnano altre imprenditrici), e con supporto all'accesso al credito;
counselling alla gestione di impresa;
formazione, mirata all'attivita' che si intende svolgere, altamente professionalizzante rivolta alla titolare o alla compagine societaria;
iniziative tra più imprese femminili per la definizione e la promozione dei propri prodotti/servizi anche attraverso la fruizione in comune di servizi di supporto; la creazione e la promozione di marchi; la creazione di sistemi consorziati di distribuzione e promozione nel mercato.

I progetti dovranno prevedere almeno due delle azioni sopraelencate.

Destinatarie/i delle azioni sono: imprese femminili attive da almeno due anni (con documentazione camerale che lo attesti), preventivamente identificate e indicate nel progetto.

E' necessaria lettera di adesione al progetto in originale di ogni singola impresa partecipante;

5) Promuovere la qualita' della vita personale e professionale, anche per le lavoratrici migranti, a partire dalla rimozione dei pregiudizi culturali, attraverso la rimozione degli stereotipi, in un'ottica di pari opportunità, con azioni di sistema integrate che tengano conto delle indicazioni delle strategie comunitarie, che producano effetti concreti sul territorio (incidendo anche sui tempi delle città), concordate e attuate da almeno tre tra i seguenti differenti soggetti, (rete formalizzata da un protocollo di intesa sottoscritto dalle parti): associazioni di genere, organizzazioni sindacali, organizzazioni datoriali, enti pubblici, associazioni di migranti, ordini professionali.

L'associazione femminile e l'ente pubblico dovranno essere obbligatoriamente tra i soggetti proponenti.

Destinatarie/i delle azioni sono persone che risiedono nell'ambito del territorio/i di riferimento dell'ente pubblico. I soggetti finanziabili sono i datori di lavoro pubblici e privati, le cooperative e i loro consorzi, i centri di formazione professionale accreditati, le organizzazioni sindacali nazionali e territoriali, le associazioni.

L'invio del progetto puo' avvenire anche in formato digitale utilizzando la Posta elettronica certificata (PEC).

Ai progetti inviati in formato cartaceo deve essere allegato un cd-rom con il documento in formato digitale.

La durata massima dei progetti non potrà essere superiore a ventiquattro mesi. Il punto del programma obiettivo prescelto deve essere espressamente indicato dopo il titolo del progetto.

La descrizione del progetto, articolato nelle sue varie fasi e comprensivo della scheda finanziaria, dovrà essere contenuta in un testo massimo di venti pagine.

Non possono essere presentati progetti da parte di enti pubblici sia come soggetti proponenti che come soggetti partner di una rete (di cui al punto 5) qualora essi non abbiano approvato il piano triennale di azioni positive: tale piano deve essere allegato alla domanda presentata.

Nel progetto devono essere documentate le competenze specifiche del personale impegnato (in particolare formatori e mentor), rilevabili dai curricula allegati e firmati in originale.

Gli accordi sindacali sulla cui base sono presentati i progetti devono essere allegati al progetto stesso.

Nei processi formativi vanno definite le competenze in entrata e in uscita.

Tenuto conto delle risorse a disposizione e per poter soddisfare un maggior numero di proposte e' previsto un tetto massimo di finanziamento per progetto di 200 mila euro.

Roma, 9 giugno 2010
p. Il Presidente del Comitato
Il Sottosegretario di Stato
Viespoli
— 10 —

10-7-2010 GAZZETTA UFFICIALE DELLA REPUBBLICA ITALIANA Serie generale - n. 159

Nell'esame dei progetti si terrà conto della seguente griglia di valutazione:
Il progetto risulta adeguato rispetto al punto obiettivo indicato
0 1 2 3 4

I problemi che si intendono risolvere sono correttamente evidenziati
0 1 2 3 4

Sono specificati gli obiettivi concreti che si intendono raggiungere e le attività/strumenti che consentiranno il raggiungimento degli stessi, in tempi definiti.
0 1 2 3 4

Raggiunti gli obiettivi indicati è verosimile attendersi un miglioramento della situazione di partenza
0 1 2 3 4

La modificazione attesa/intervenuta è concretamente e quantitativamente misurabile
0 1 2 3 4

Sono espressi gli indicatori di verifica e valutazione
0 1 2 3 4

Sono identificati possibili effetti moltiplicatori delle azioni realizzate
0 1 2 3 4

I costi fanno riferimento ai massimali adottati dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali nelle circolari relative alle azioni cofinanziate dal FSE
0 1 2 3 4

Congruità costi benefici
0 1 2 3 4

Capacità di produrre effetti di sistema.
0 1 2 3 4

Per essere ammessi in graduatoria i progetti dovranno ottenere un punteggio minimo di 21 punti.

I progetti saranno finanziati secondo l'ordine della graduatoria risultante dal punteggio attribuito in applicazione della sopraindicata griglia di valutazione.

Qualora, applicati i criteri sopraindicati, l'ammontare dei finanziamenti relativi ai progetti utilmente collocati in graduatoria, superi la previsione della somma stanziata, si procederà nei limiti delle risorse disponibili.

Qualora, al termine della graduatoria dei progetti finanziabili, siano collocati progetti con lo stesso punteggio, si procederà secondo i seguenti criteri:

a) In prima istanza, sarà data priorità ai progetti presentati da soggetti proponenti che non hanno mai beneficiato di finanziamenti concessi ai sensi della normativa in premessa.

b) In seconda istanza, le risorse disponibili saranno distribuite proporzionalmente tra i progetti che avranno riportato il medesimo punteggio. La concessione di tale finanziamento, proporzionalmente ridotto, comporterà la riformulazione del progetto da parte del soggetto beneficiario in conformità al contributo finale.

Roma, 9 giugno 2010

p. Il Presidente del Comitato
Il Sottosegretario di Stato
VIESPOLI
10A08176

Data
mercoledì 15 settembre 2010
 
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