“1960-2010: le donne nelle carriere pubbliche”.
Questo il titolo dell'importante convegno a cui ha partecipato la consigliera di Parità della Provincia di Viterbo, Daniela Bizzarri per celebrare i cinquant'anni della sentenza 33 del 1960 della Corte Costituzionale.
L'incontro si è tenuto alla Camera dei deputati alla presenza del presidente della Camera Gianfranca Fini, della senatrice Anna Finocchiaro e ancora Livia Azzariti, Rosa Oliva, il giudice costituzionale Maria Rita Saulle, Linda la direttrice dell'Istat Laura Sabbadini, l'ambasciatrice Laura Mirachaian, il presidente di sezione della Corte di Cassazione Gabriella Luccioli, il capitano dell'Esercito Valeria Giannandrè, la consigliera nazionale di Parità Alessandra Servitori e la vice direttrice generale della Banca d'Italia Anna Maria Tarantola.
L'incontro è iniziato con le parole inviate dal presidente Giorgio Napoletano in occasione dell'anniversario della festa della donna. Parole che sono diventante lo slogan della giornata: “Ma c'era e c'è ancora un'altra barriera da superare, se non un tetto, per così dire una barriera di cristallo che impedisce l'accesso a lavori, professioni, carriere, a sport a stili di vita considerati per tradizione maschili. Un tempo questa barriera era tutt'altro che invisibile: si trattava di veri e propri divieti. Sono trascorsi esattamente 50 anni da quando su iniziativa della dottoressa Rosa Oliva la Corte costituzionale fece cadere, dichiarandone l'illegittimità, ogni preclusione all'accesso delle donne agli impieghi pubblici, secondo la linea introdotta dalla Costituzione repubblica”.
E proprio di questo si è discusso durante il convegno. “La maggior parte degli interventi – spiega Daniela Bizzarri – hanno sviluppato la sentenza 33 della Corte Costituzionale, che ha dato alle donne la possibilità di accedere alle cariche pubbliche e soprattutto quanto sia cambiato in cinquant'anni e quanto ancora c'è da lavorare. Perché sul piano concreto molto resta da fare. Dal superamento dei persistenti pregiudizi all'esigenza di veder rispettato il profilo femminile. La sentenza ha cancellato la discriminazione sul piano giuridico ma non tutto ancora è stato compiuto. Bisogna continuare a fare per rendere questa uguaglianza veramente concreta”.
Daniela Bizzarri, consigliera di parità