Con la morte di Marco Simoncelli, credo che oggi un grave lutto abbia colpito il mondo del motociclismo, ma anche ferito il cuore di molti giovani tifosi e non. E' vero, Marco lo faceva per mestiere, e sapeva bene il rischio che correva ad ogni gara. Chi fa con passione questi sport pericolosi, ha la consapevolezza di essere sempre in pericolo.
Di colpo mi sono venuti in mente le tante vittime di questi ultimi anni e mesi, per incidenti proprio con le moto, e proprio in prevalenza di giovani.
Ho pensato di fare una ricerca che riuscisse a far capire quante siano state questi decessi, ma soprattutto i motivi principali.
“Gli incidenti stradali sono un problema di salute pubblica molto importante, ma ancora troppo trascurato. Per l'Oms sono la nona causa di morte nel mondo fra gli adulti, la prima fra i giovani di età compresa tra i 15 e i 19 anni e la seconda per i ragazzi dai 10 ai 14 e dai 20 ai 24 anni. Si stima, inoltre, che senza adeguate contromisure, entro il 2020 rappresenteranno la terza causa globale di morte e disabilità. Il peso di questo problema non è distribuito in maniera uniforme ed è fonte di una crescente disuguaglianza tra i diversi Paesi, con svantaggi socioeconomici delle categorie di persone più a rischio.
In Italia
Secondo il rapporto Istat-Aci 2010 relativo agli incidenti stradali avvenuti in Italia nel 2009 si sono verificati 215.405 incidenti stradali, che hanno causato oltre 300 mila infortuni e più di 4 mila decessi. Rispetto al 2008, tuttavia, si segnala un miglioramento: gli incidenti sono diminuiti dell'1,6%, i decessi del 10,3% e i feriti del 1,1%. A fronte di un aumento del parco veicolare di circa il 18% (+0,2% tra il 2008 e il 2009), tra il 2001 e il 2009 gli incidenti con lesioni a persone sono passati da 263.100 a 215.405 (-18,1%), i decessi da 7.096 a 4.237 (-40,3%) e i feriti da 373.286 a 307.258 (-17,7%).
Sono le città i luoghi in cui avviene la maggior parte degli incidenti in Italia. Nel 2009, infatti, il 76% degli incidenti si è verificato su strade urbane, causando oltre 223 mila feriti (il 72,6% del totale) e quasi 2 mila morti (44,7% del totale). Con oltre 21 mila incidenti, il mese di luglio è stato quello più colpito e con la media giornaliera maggiore (705 incidenti al giorni). Nel mese di agosto è stato invece rilevato un più alto indice di mortalità (2,5 morti ogni 100 incidenti), livello connesso al maggior tasso di utilizzo dei veicoli in occasione degli esodi estivi. In generale il giovedì e il venerdì sono i giorni della settimana in cui si concentrano il maggior numero di incidenti (33.414 e 33.349, 15,5% del totale per entrambi i giorni) e di feriti (46.120 e 46.038, 15% del totale per entrambi i giorni), mentre il sabato presenta la frequenza più elevata, in valore assoluto, di decessi (708, pari al 16,7% del totale).
Le persone maggiormente colpite sono i conducenti dei veicoli coinvolti (il 69,2% dei morti e il 69,4% dei feriti). I passeggeri trasportati rappresentano il 15% dei morti e il 24% dei feriti, mentre per i pedoni i dati sono più bassi (6,6% di feriti e 15,7% dei morti).
Il dato più allarmante si conferma anche in Italia: sono i giovani tra 20 e 24 anni la categoria più colpita dalle conseguenze degli incidenti stradali, ma valori molto elevati si riscontrano anche tra le classi di età 25-29 e 30-34.
Alcol e guida
Il consumo di alcol influenza sia il rischio di incidenti da traffico, sia la gravità delle conseguenze che questi provocano. Secondo, dati 2010 del sistema di sorveglianza Passi il 9,8% degli intervistati dichiara di aver guidato sotto l'effetto di alcol e il 6,6 di essere stato passeggero in una macchina con conducente sotto l'effetto di alcolici. L'abitudine a guidare poco dopo aver bevuto è più frequente negli uomini e nei giovani della fascia di età 25-34 anni. Si osservano differenze statisticamente significative nel confronto interregionale, con frequenze di guida sotto l'effetto dell'alcol più alte al Nord che al Centro e al Sud. Dei circa 33.600 intervistati che dichiarano di essere andati in auto o in moto negli ultimi 12 mesi, il 34% ha riferito di aver subito un controllo da parte delle forze dell'ordine, in veste di guidatore o di passeggero. Solo l'11% degli intervistati fermati dalle forze dell'ordine riferisce che il guidatore è stato sottoposto anche all'etilotest. Per i dettagli visita le pagine del rapporto nazionale Passi 2010 dedicate ad “alcol e guida”.
Inoltre, come riportato nella pubblicazione dell'Osservatorio nazionale alcol “Epidemiologia e monitoraggio alcol-correlato in Italia” (pdf 2,7 Mb), secondo il XVII rapporto Aci-Censis, per i giovani di 18-29 anni, la guida sotto l'influsso di alcol e droghe rappresenta il più grande problema (61,6%), seguito dall'eccesso di velocità (57%). I dati mostrano che il 37,9% di soggetti di età inferiore a 30 anni, rispetto ad una media totale del 36,9%, sceglie responsabilmente di limitare il consumo di alcolici (il valore più basso si registra nella classe di età 45-69 anni). Il 47,1% degli intervistati afferma di non preoccuparsi del problema della guida dopo il consumo di alcol “perché non è un bevitore abituale”, e la percentuale si abbassa notevolmente nella fascia d'età 18-29 (36,6%). Preoccupante risulta la percentuale di giovani (3,4% rispetto allo 0,7% di chi ha più di 30 anni) che pur sapendo di doversi mettere alla guida sceglie di non limitare il consumo di alcol.
Cari ragazzi, ma anche agli over 35, mi auguro che leggendo tutte queste casistiche reali, potrete avere modo di riflettere e di capire che con determinati comportamenti, oltre a spezzare la vostra vita, distruggete la vita anche di chi vi ama!
Daniela Bizzarri
Consigliera di parità della provincia di Viterbo